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Aspettando la conferenza sul clima che si svolgerà a Parigi nel 2015, i leader mondiali si incontreranno a Lima, in Perù dall’1 al 12 dicembre per discutere l’accordo di riduzione delle emissioni del post-Kyoto II per il periodo successivo al 2020, e che sarà firmato a Parigi. L’obiettivo? Convincere il maggior numero possibile di paesi a partecipare. Per il Parlamento europeo la lotta contro il cambiamento climatico è una questione essenziale. Una delegazione del Parlamento parteciperà alle conferenze sul clima.

Alluvioni in Europa orientale, ondate di calore in Nord Europa e tifoni in altre parti del mondo: assistiamo a fenomeni meteorologici estremi legati al cambiamento climatico. Rajendra Pachauri, presidente del gruppo di esperti intergovernativo sui cambiamenti climatici ha dichiarato parlando in Parlamento nel novembre 2014: “Il peso del parere scientifico è ormai schiacciante”.

La conferenza di Parigi dovrà segnare una tappa decisiva nei negoziati del futuro accordo internazionale per il dopo 2020, con l’adozione dei grandi orientamenti, come deciso a Durban. Si prefigge lo scopo seguente: che tutti i paesi, fra cui i maggiori emittori di gas a effetto serra – paesi sviluppati e paesi in sviluppo – siano impegnati da un accordo universale costrittivo sul clima.

L’accordo dovrà attuare un cambiamento di paradigma, prendendo in conto la sfida climatica non in quanto necessaria « condivisione del fardello » delle emissioni, ma anche come un’opportunità di creazioni di posti di lavoro e di ricchezza, di invenzione di nuovi modi di produzione e di consumo.

Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.cop20.pe/en/

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