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Il 1° luglio 2014 inizia il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, si tratta di un appuntamento importante: era dal 2003 che l’Italia non presiedeva l’Unione e la prossima volta sarà dopo il 2020.

Presiedere il semestre europeo significa, avere la presidenza ed il coordinamento delle riunioni ministeriali ed informali che decidono la regolamentazione nei settori di intervento dell’Unione, definendo l’agenda degli incontri e fissandone le priorità. A questo proposito basti pensare che circa il 75% della legislazione nazionale è di derivazione comunitaria. In questo senso il nostro governo deve e può farsi carico delle istanze e delle richieste micro settoriali provenienti dal tessuto imprenditoriale italiano, soprattutto della piccola e media impresa, agroalimentare, meccanica, chimico/farmaceutica che troppo spesso si trova a dover subire decisioni eterodirette. Inoltre è opportuno rilevare che gestire la presidenza significa anche giocare un ruolo chiave nel processo di co-decisione che porta all’approvazione di una direttiva: è la presidenza ad avere una notevole influenza sull’approvazione degli emendamenti proposti dal Parlamento in vista dell’adozione di una posizione comune.

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