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“SVE, un’esperienza indimenticabile che ogni giovane dovrebbe fare”

La testimonianza di Maria, ex volontaria europea in Polonia

 

Mi chiamo Maria e sono una ex volontaria europea.

Ormai un anno fa ho deciso di partecipare a un progetto di Sevizio di Volontariato Europeo (SVE) promosso dalla Commissione europea nell’ambito del programma Erasmus+.

Tutto è iniziato nel settembre 2016 quando ho partecipato a uno scambio giovanile a Tusa, il mio paese, organizzato da Per Esempio Onlus.

Fu una settimana intensa: ho conosciuto persone di altri paesi e così, incuriosita, ho chiesto allo staff di Per Esempio se c’era qualche opportunità di viaggiare all’estero. C’era un solo posto per un Servizio di Volontariato Europeo in Polonia.

Ho sempre avuto la curiosità di scoprire nuovi posti e, pur non aspettandomi la Polonia, ho deciso di partire. A novembre 2016 ho preso l’aereo e sono arrivata in una piccola cittadina di nome Milicz.

L’entusiasmo e l’euforia di visitare una nuova terra erano sempre più forti, anche se all’inizio c’era un po’ di paura perché stavo andando in un paese che è sempre stato considerato “povero”, dal quale negli scorsi decenni la gente partiva per venire in Italia a “cercare fortuna”. 

Ma ragazzi, mi sbagliavo! La Polonia è uno stato meraviglioso, tutto da vivere ogni giorno. I pregiudizi che si possono avere su questo popolo, li posso smentire tutti. Qui si vive bene, la gente è aperta alla comunicazione e sempre curiosa di scambiare due chiacchiere anche non parlando che il polacco. L’unica cosa che non posso negare ci sia è il freddo e, credetemi, l’inverno è molto lungo.

Appena accolta dalla comunità polacca e dal suo freddo territorio, la sera del 6 novembre 2016, sotto una pioggia insistente, ho subito conosciuto chi poi sarebbe diventato uno dei miei più cari amici, il mio mentore Michał.

Dopo qualche giorno di vita in questa terra bella ma freddissima, ho iniziato a lavorare in un Daily Centre, chiamato CHATKA PUCHATKA. Ricordo ancora il primo giorno come se fosse ieri: non sapendo leggere il polacco, pronunciai quel nome in modo così errato da suscitare le risa di tutti quelli che mi circondavano!

È stato difficile iniziare a comunicare nella lingua locale. Settimanalmente seguivo un’ora di corso di lingua polacca, ma era appena sufficiente a permettermi di chiedere qualche informazione…

Il mio progetto, “EVS volunteers as an example of good impact of diversity and “strangers” for community”, è stato un modo per mettersi in gioco, lavorare insieme a diversi bambini, conoscere ognuno di loro e condividere le giornate con i loro sguardi, carezze, pianti, urla, sorrisi. Penso di essere stata un esempio di vita per loro perché un anno insieme è lungo e loro, incuriositi dalla mia presenza, hanno fatto in modo di farmi sentire sempre a casa.

Ho fatto in modo anch’io che ognuno di loro venisse considerato e non discriminato dagli altri, ho provato a insegnare cosa significa vivere in un altro paese e che non bisogna avere paura degli “stranieri”, bisogna integrarsi e accettarsi gli uni gli altri. Ho spiegato loro cosa significa inclusione sociale così da fargli capire che siamo tutti uguali anche quando le nostre condizioni familiari sono diverse e magari non possiamo tutti permetterci di avere il giocattolo che più ci piace.

Abbiamo fatto molte attività insieme, tra cui ritagliare, colorare, disegnare… e ridere. Ho fatto in modo che fosse ogni giorno una festa per loro. Sono stata coinvolta in diverse attività organizzate dal mio centro di lavoro e anche dal comune di Milicz, ho partecipato a diverse giornate di cultura e integrazione, giornate di condivisione e workshop. Molte scuole mi hanno invitato a riprodurre una presentazione del mio Paese. I ragazzi delle scuole hanno partecipato attivamente facendomi domande e milioni di foto insieme. Ho anche lasciato autografi, proprio come una star!

Durante il mio progetto non ho dovuto affrontare tante difficoltà, come temevo. Certo, il percorso non è stato tutto in discesa, ma ho conosciuto tante persone che in qualche modo hanno fatto parte di questo anno passato in Polonia. Ho conosciuto volontari di molti paesi diversi e insieme abbiamo costruito qualcosa di unico, abbiamo condiviso momenti belli e brutti, abbiamo confrontato le nostre culture e le nostre tradizioni, ci siamo divertiti insieme, abbiamo riso e scherzato, anche pianto a volte, abbiamo mangiato, fatto canoing e paintball, abbiamo acceso fuochi, attorno ai quali siamo rimasti a parlare, cantare e ridere insieme… Per tutto questo devo dire “grazie” anche a Fundacja Mobilni Polacy, che ha organizzato attività dedicate a noi volontari.

Ho partecipato a due seminari per i volontari SVE in Polonia: l’arrival-training a Varsavia, dove i tutor ci hanno mostrato cosa significa essere SVE e ci hanno dato delle dritte per vivere bene in questo Paese; il mid-term training, avvenuto sei mesi dopo il mio arrivo a Torun, magnifica cittadina polacca, piena di cultura e arte. Qui i tutor ci hanno parlato di come portare a termine il nostro percorso e ci hanno dato consigli per una permanenza in Polonia dopo la fine del progetto, mostrandoci alcuni siti dove poter trovare lavoro. Il tutto è stato fantastico: ho avuto la possibilità di conoscere volontari da tutto il mondo e di incrementare le mie conoscenze su diverse questioni discusse con loro.

Tra le diverse cose fatte qui, per alcuni mesi ho curato come insegnante un corso di italiano: è stato divertente ricominciare da capo con la grammatica e vedere come anche i miei studenti fossero entusiasti di provare a parlare in italiano.

È stato davvero un anno fantastico, ricco di esperienze ed emozioni, che mi ha dato la possibilità di viaggiare facilmente da una parte all’altra dell’Europa e visitare paesi nuovi.

Sono davvero felice di aver preso parte a un progetto SVE, un’esperienza unica ed indimenticabile che voglio consigliare a tutti.

Si può fare una volta nella vita, per cui questo è il mio personale consiglio a tutti i giovani: non perdete l’occasione di provare, abbiate sempre voglia di viaggiare e di vivere, fate la valigia ed esplorate il mondo. Questo vi aiuterà molto nella vostra crescita personale e vi farà aprire gli occhi e la mente ad altre prospettive di vita.

In bocca al lupo ragazzi!

Maria Di Marco – SVE in Polonia

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