Nel mese di febbraio 2015 è partito il progetto F.A.R.O. – “Favorire l’autodeterminazione, le relazioni e l’orientamento ai servizi” per prevenire il fenomeno della violenza contro le donne.

logo_we_worldIl progetto rientra nella strategia nazionale di WeWorld, organizzazione no profit che da oltre 15 anni garantisce i diritti dei bambini e delle donne più vulnerabili in Italia e nel Sud del Mondo, che punta alla prevenzione e sensibilizzazione come strumenti essenziali per far partire l’indispensabile cambiamento culturale di cui abbiamo bisogno per contrastare il fenomeno della violenza contro le donne, che in Italia ha numeri allarmanti. Il progetto intende lavorare sulla dimensione del sommerso della violenza domestica in contesti di disagio sociale promuovendo delle azioni di empowerment delle donne volte a prevenire il fenomeno, farlo emergere e promuoverne la cura.

Il progetto verrà realizzato nei quartieri Borgo Vecchio e San Filippo Neri della città di Palermo e vedrà protagoniste 300 donne di età compresa tra i 15 ai 50 anni. L’approccio progettuale e organizzativo generale vedrà il coinvolgimento di organizzazioni e professionisti con i quali si costituirà un rapporto di partenariato per ogni singolo territorio. I partner gestiranno in maniera diretta le attività coordinate dal capofila. WeWorld garantirà il coordinamento tra territori nell’ottica di scambio di prassi e metodologie nonché di sviluppo di nuove attività di ricerca per la strutturazione di una ricerca-azione partecipata.

I due quartieri identificati sono entrambi caratterizzati da ingenti condizioni di disagio socio-economico ed isolamento sociale. Ḗ all’interno di questa cornice generale che si colloca la condizione femminile, che vede le donne quali organizzatori della vita familiare, a loro infatti fa riferimento l’accudimento dei figli, la gestione dei ritmi del quotidiano e spesso anche la gestione economica; al contempo, il ruolo sociale condiviso le vede spesso vincolate ad uno spazio di vita prevalentemente domiciliare e casalingo, privo di stimoli culturali, distante dalla possibilità di accedere a percorsi formativi, se non anche di base. Inoltre l’ambiente culturale di riferimento è connotato da alti livelli di violenza diretta e assistita, che permea le relazioni intra-familiari e gli scambi con l’ambiente esterno, nel quale diventa necessario assumere atteggiamenti aggressivi e violenti per confermare la propria forza ed il proprio ruolo nella gerarchia sociale. Punto cardine dell’intervento è il concetto di empowerment, si intende, infatti realizzare una serie di attività finalizzate a reinserire socialmente, nonché a favorire l’autonomia e la crescita personale delle donne che saranno coinvolte, accrescendo conoscenze e competenze delle donne coinvolte.

Le attività previste si muoveranno su più livelli. Punto di partenza sarà la creazione di uno spazio di socializzazione in ciascuno dei quartieri. In questi spazi sarà organizzato uno spazio d’ascolto e verranno svolti i laboratori previsti. Verrà anche creato uno spazio gioco per i bambini, figli delle donne coinvolte nel progetto, così da agevolare la loro partecipazione. Il progetto vuole, inoltre, creare una maggiore connessione tra i servizi esistenti e gli utenti così da favorire il loro accesso agli stessi. Si realizzeranno infatti una mappa dei servizi, campagne di sensibilizzazione e sarà creata una rete inter-istituzionale che riunisca tutte le varie tipologie di enti che lavorano sul territorio per contrastare il fenomeno della violenza domestica. Verranno, in più, realizzate delle attività per innalzare il livello di istruzione delle partecipanti, dal tutoring per il conseguimento della licenza media, all’orientamento e l’inserimento in corsi professionali.

Per Esempio insieme alle associazioni Handala e Millecolori Onlus saranno i referenti del progetto per la città di Palermo. Il progetto verrà realizzato anche nelle città di Napoli e Roma.

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