Partire senza aspettative e poi lasciarsi sorprendere. Il volontariato europeo secondo Claire

L’avventura inizia da una voglia, un’idea, che lentamente si è trasformata in una decisione. Volevo da tanti anni vivere per qualche tempo in un paese straniero, parlare un’altra lingua, incontrare gente, scoprire nuovi posti, uscire dalla mia zona di conforto. Volevo crearmi l’opportunità di vivere un’esperienza che mi permettesse di confrontarmi con i miei limiti, di apprendere lavorando, dove non avere altra opzione che adattarmi e crescere.

 

All’inizio, ho avuto difficoltà a far capire agli altri perché era così importante per me vivere questo tipo di esperienza all’estero, far capire che esiste un altro modo di imparare, acquisire conoscenze e competenze. Poi sono arrivata a Palermo e Per Esempio mi ha offerto la possibilità di conoscere meglio le problematiche sociali del posto e di poter collaborare in varie iniziative. Sono orgogliosa e grata di poter vedere e partecipare a tante cose diverse ed interessanti. Fare la volontaria è anche un’opportunità a livello umano e culturale.

 

Viaggiare, andare all’estero non è così facile. Quando arrivi in un posto nuovo, ti senti vulnerabile e stanco. Vulnerabile perché tutto è sconosciuto, non hai più i tuoi punti di riferimento. Stanco perché devi fare lo sforzo di comunicare in una lingua che non è la tua. Poi fai incontri, impari la lingua grazie ai bimbi che ti dicono che il tuo italiano “è sbagliato”, vivi al ritmo della città e piano piano ti senti a casa. Anche se vieni da solo/a, non lo sei mai. Col tempo, ci si circonda di una nuova famiglia, una che hai scelto, di cui ti puoi fidare e con cui puoi condividere tanti momenti di felicità. Ho avuto la fortuna di trovare questo con i miei coinquilini e diversi amici incontrati a Palermo. Questa esperienza mi dà tante cose. Mi fa sentire più fiduciosa, più indipendente e più sicura di quello che voglio per il futuro.

 

Alla fine, questa esperienza mi ha colpito più di quanto ritenessi possibile. Lo capisco quando sento che sto parlando di tutto questo col sorriso, con la paura del momento in cui finirà. Testimoniare è l’ultimo passo dell’esperienza che sto vivendo, sono ricordi, sono parole che esprimono quanto forti erano e sono ancora le emozioni. Ora, spero soltanto di potere trasmettere le mie stesse emozioni e la mia forza a chi vuole vivere un’esperienza simile.

Il migliore consiglio che mi sento di dare è di partire senza troppe aspettative, di lasciarsi vivere e sorprendersi di ciò che possono offrire tutti gli incontri che si faranno!

 

Claire, volontaria francese del progetto Be Present (European Solidarity Corps)