In News, Progetti Per Esempio Onlus, REACT

C’è una fascia della popolazione che rischia più di altre di pagare il prezzo delle conseguenze dell’emergenza sanitaria, che è quella delle adolescenti che vivono nei quartieri cosiddetti a rischio.

Grazie all’esperienza condotta nel quartiere Borgo Vecchio con il progetto REACT, sostenuto da Con i Bambini, l’équipe di operatori di Per Esempio Onlus denuncia – in linea con la recente pubblicazione dell’XI Atlante dell’infanzia a rischio in Italia ‘Con gli occhi delle bambine’ – che il concorso fra povertà educativa, dispersione scolastica e carenza di opportunità lavorative fa sì che le ragazze d’età compresa tra i 14 e i 18 anni si ritrovino in un vicolo cieco, in cui la prospettiva della “fuitina” e della creazione di una famiglia propria diventano l’unica scelta di affermazione personale possibile.

Nel tentativo di offrire una risposta a questa situazione, il centro REACT ha dato il via a “Le ragazze fanno grandi sogni”, un percorso dedicato alle adolescenti del quartiere per accompagnarle nella delicata fase di passaggio dall’infanzia all’età adulta: l’obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza del loro corpo e dell’impatto delle loro abitudini, realizzando tre attività che adottano i linguaggi più popolari tra le adolescenti. Da qui nasce l’idea di un corso di educazione alimentare, dell’avvio di un dialogo con un consultorio locale e di un corso di Urban Dance.

“Parlare il linguaggio delle adolescenti con cui ogni giorno ci confrontiamo è fondamentale per restare connesse con le loro esigenze”, afferma Danila Taccone, psicoterapeuta e operatrice di REACT. “Il percorso ‘Le ragazze hanno grandi sogni’ ci sta permettendo di approfondire argomenti o pratiche che le ragazze hanno voglia di scoprire, ma che spesso sono circondati da forti tabù. Nel realizzare questa iniziativa siamo state affiancate da professioniste, come la biologa nutrizionista Federica Barreca e la urban dancer Martina Frozzy Pò, che hanno colto appieno lo spirito della nostra iniziativa e sono entrate immediatamente in sintonia col nostro gruppo. Questi incontri sono diventati il modo per tenere le ragazze all’interno di percorsi educativi, fattore che può ridurre il rischio di dispersione scolastica e di gravidanze in giovanissima età”.

“Il progetto REACT si avvia verso il suo ultimo anno di attività, ciò significa che il nostro lavoro rischia di essere compromesso senza la continuità che questi interventi di comunità necessitano” continua Martina Riina, antropologa e  coordinatrice del progetto. “Per questo, oltre a rinnovare l’invito alle istituzioni locali a supportare stabilmente questi lunghi e importanti processi, presto lanceremo una call di competenze: chiunque voglia offrire gratuitamente un contributo educativo – sotto forma di laboratori o workshop tematici – al nostro percorso rivolto alle ragazze di Borgo Vecchio, sarà invitato a candidarsi. Crediamo molto nei processi di comunità e siamo convinti che solo attraverso questi riusciremo ad arginare i fenomeni di esclusione, che in questo caso particolare interessano le giovani donne”.

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