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L’Istat ha pubblicato la terza edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile” che, attraverso l’analisi di un ampio numero di indicatori, descrive l’insieme degli aspetti che concorrono alla qualità della vita dei cittadini. Il Rapporto Bes 2015 analizza i fattori che hanno un impatto diretto sul benessere umano e sull’ambiente attraverso 12 domini, articolati in 130 indicatori:

Salute – Vita media in aumento, stabile quella in buona salute.

Istruzione e formazione – Si riduce il divario con l’Europa sulla formazione, cresce la partecipazione culturale. Il Mezzogiorno è in ritardo sia in termini di livelli di istruzione e formazione, che di competenze acquisite. Vi è un netto vantaggio delle donne in istruzione e formazione, ad eccezione delle competenze numeriche e d informatiche.

Lavoro e conciliazione dei tempi di vita – Segnali di ripresa ma ancora forti divari di genere ed esclusione dei giovani.

Benessere economico – In miglioramento la condizione economica delle famiglie, ma nel Mezzogiorno forti disuguaglianze.

Relazioni sociali – Aumenta la fiducia negli altri, cala la partecipazione politica.
Politica e istituzioni – Più donne nei luoghi decisionali economici e politici, resta elevata la sfiducia nelle istituzioni.

Sicurezza – Rallenta la crescita dei reati, in calo la violenza contro le donne ma aumenta la sua gravità.

Benessere soggettivo – Cresce l’ottimismo verso il futuro, soddisfazione per la vita ancora stabile.

Paesaggio e patrimonio culturale – Progressi insufficienti nella tutela dei beni comuni.

Ambiente – Passi in avanti ma ancora critica la gestione di risorse naturali e qualità dell’ambiente.

Ricerca e innovazione – Situazione stabile con qualche timido miglioramento.

Qualità dei servizi – Graduale miglioramento dell’erogazione di acqua, elettricità, gas e rifiuti, ancora criticità per servizi sociali, mobilità e carceri.

Per maggiori informazioni visita il sito web: http://www.istat.it/it/archivio/175169

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